Roberto De Mitri della mi.ro intervista Chiarastella

- Parliamo del presente e del tuo principale lavoro discografico “ Pianeta Venere “……..che significato ha questo disco per la tua vita personale ed artistica?
Rappresenta un traguardo importante. Credo che in ogni percorso, di qualsiasi genere, sia importante mettere ogni tanto un punto rappresentativo di quello che si è in quel momento… un po’ come una foto. E quest’album è arrivato proprio in un momento importante, dove avevo accumulato tante idee ed esperienze diverse. Averlo pubblicato mi dà l’occasione di guardare a tutto questo bagaglio con un po’ di distacco e soprattutto rileggerlo negli occhi degli altri, il pubblico con cui lo condivido.Uno stimolo importantissimo per crescere ed andare avanti, in attesa di tracciare la prossima tappa.
Il titolo dell’album Pianeta Venere è legato al mondo della femminilità…..che rapporto hai con la femminilità, l’essere e l’apparire?Un elemento proprio del genere femminile è la curiosità, motore molto importante del mio carattere. Proprio per questo nel disco non parlo solo attraverso il mio modo di essere, ma spinta dalla curiosità ho cercato di mettermi nei panni di personaggi femminili piuttosto distanti da me, che fornivano un pretesto per affrontare determinate tematiche su cui mi interessava porre l’accento. Il rapporto tra essere e apparire è un elemento cruciale in alcuni testi dell’ album. Per me l’apparire, l’estetica in generale, è importante. Adoro l’arte che generi bellezza, mi piace a volte attraverso l’abbigliamento creare un gioco di colori o magari mandare un vero e proprio messaggio che rifletta il mio modo di essere, in generale o in un preciso momento. Credo però, ed è quello che cerco di comunicare nel testo della canzone “La Regina”, che per una persona, soprattutto se donna, sia davvero rischioso puntare tutto solo sul proprio aspetto esteriore. Per alcune donne diventa una vera e propria ossessione e non penso che sia sano. Credo si debbano coltivare tutti gli aspetti della propria persona, l’esteriorità da sola non è assolutamente sufficiente, sembra banale ma certe volte lo si dimentica. Si tende a non essere se stessi e a volersi plasmare per pigrizia mentale su qualche modello preconfezionato.
- Sei autrice dei testi e compositrice delle musiche………….ci racconti qualcosa sulle ispirazioni e sul tuo procedimento creativo? In sostanza come vivi l’ ispirazione e poi la creazione?·

L’ispirazione può arrivare da qualsiasi cosa: un momento, un pomeriggio passato al piano, una passeggiata, un libro, una notizia letta sul web o sul giornale. Se è un’ispirazione vera e propria, la mia testa ci comincia a rimuginare, e mi costringerà a starci su finché almeno lo scheletro della canzone non abbia preso forma. Altrimenti restano solo suggestioni.
In passato partivo dal testo, adesso tendo a fare il contrario. Partendo dalla melodia sento il processo creativo più fluido ed istintivo.

– Cinque artisti del passato/presente che hanno segnato in modo indelebile la tua passione per la musica (Italiani/stranieri), perché?

Solo 5? Forse sforerò, per me è tanto complicato essere sintetica… : )

Joni Mitchel: secondo me una delle mamme di tutte le cantautrici. Mia di sicuro.
Cranberries: hanno accompagnato i miei anni del liceo e Zombie è stata la prima canzone che ho imparato a cantare accompagnandomi con la chitarra.
Beatles e Battiato: colonna sonora perenne della mia infanzia, grazie a mia madre.
Mozart, Chopin: ambivo a suonarli quando ho iniziato a studiare pianoforte, strumento che mi ha sempre accompagnata anche se non ho approfondito con la costanza che avrei voluto… ma c’è sempre tempo…
Bjork: mi ha fatto fare pace con la mia vocalità naturalmente fanciullesca, a cui all’inizio guardavo con diffidenza. Ascoltarla mi ha tracciato una guida per iniziare a lavorare sui toni spontanei della mia voce, anche se poi ho cercato una strada che fosse mia, che sto seguendo ancora.
Non mi piace imitare troppo gli altri, poi lei è unica e irripetibile.

–Il disco è prodotto dall’ etichetta discografica Acnmusic, cosa pensi di questa nuova realtà e del produttore Alberto Angeli?

Mi sento davvero fortunata ad aver iniziato questa collaborazione.
In un momento di crisi così duro, è molto raro trovare realtà che abbiano ancora l’entusiasmo e l’energia per investire su artisti emergenti.
Penso che siano quelle che possano salvare la musica.
Ho una grande stima di Alberto Angeli, che non smetterò mai di ringraziare per l’opportunità che mi ha offerto, ossia dare alla luce un album che mi rappresenta, senza forzare la mia natura artistica.

– Chi è Francesco Tosoni e che ruolo ha in questa collaborazione?

Francesco Tosoni è un produttore e arrangiatore con cui collaboro da anni.
E’ stato tra i primi ad incoraggiarmi a mettermi in gioco con le mie canzoni.
E’ il produttore artistico dell’album, ossia colui che ha seguito tutta la lavorazione dal punto di vista creativo.
Ha scelto con me i brani da inserire nel disco, ha curato la pre-produzione e poi ha arrangiato, registrato e missato l’intero album, oltre ad aver suonato tutte le chitarre. Un musicista di grande talento e sensibilità artistica, che ha saputo leggere le mie richieste e sviluppare una veste curata e personale intorno ai brani.
Ha creato per ogni canzone un mondo a sé riuscendo nello stesso tempo a mantenere nell’album un sound riconoscibile che faccia da filo conduttore.
Un’impronta che dà al disco un indiscutibile valore aggiunto.
Sono molto soddisfatta del lavoro svolto insieme e l’esperienza è stata una grande occasione di crescita.

– Parlami dei tuoi musicisti, chi sono e che carattere hanno?

Dopo Francesco, chitarrista oltre che produttore, che unisce alla grande sensibilità artistica un carattere deciso e pragmatico (utilissimo in questo mestiere) ci sono:

Giuseppe Levanto, che suona tastiere, piano fender rhodes e live electronics. Pacifico e riservato, divora dischi e libri in quantità industriale. Mette molto del suo nelle parti pianistiche e collaboriamo da anni poiché apprezzo il suo stile particolare.

Simone Massimi, che suona il basso e i synth, è anche lui membro “storico” del mio progetto. Suoniamo insieme da diversi anni. E’ un tipo dalla battuta facile e alle prove ci uccidiamo dal ridere. Anche con lui c’è sintonia artistica, abbiamo molto in comune e simili gusti musicali; quando crea con Francesco le parti di basso per i miei brani mi piace molto il suo gusto.

Roberto Pirami, batterista, è una forza della natura. Sul palco e nella vita. E’ la persona più entusiasta che conosca. Pieno di energia, caratteristica fondamentale per un batterista e secondo me fulcro del suo grande talento. Un elemento così è molto prezioso in un gruppo, poiché apporta linfa vitale.

– L’ esperienza di x-factor, ti ha fatto maturare artisticamente?

Forse mi ha fatto maturare più personalmente che artisticamente. Confrontarsi con Morgan, per quanto in breve tempo, è stato comunque un grande stimolo.

–Dopo la partecipazione a x-factor compreresti un disco di un tuo collega che ha partecipato alla trasmissione?

Certo, se l’artista mi incuriosisce e mi piace perché no. L’ho già fatto per Elisa Rossi, Noemi e Bastard Sons of Dionisio.

– Oltre alla musica come impegni il tuo tempo libero?

Cinema, passeggiate, lettura, mostre, cucina…

– Ultimo film visto al cinema e libro letto?
Film “Coraline e la porta magica” , in 3D, davvero un’opera d’arte, bellissima anche la colonna sonora. Libro “Norwegian wood” di Murakami, autore giapponese che adoro.

– Interpreteresti una parte in un film?

Eh, bella domanda! Sarebbe strano perché non ho mai fatto l’attrice. Di sicuro un’esperienza che mi affascina moltissimo, ma dovrebbe essere un ruolo particolare che per qualche motivo mi venga naturale interpretare. Credo ci siano molte attrici brave e preparate in giro, ho rispetto per tali figure professionali e non mi piace improvvisarmi troppo nelle cose.
Di sicuro mi sentirei più portata ad occuparmi della colonna sonora, una cosa che mi ha sempre attirato moltissimo.

– Ti senti pronta per un tour?

Si!!!!!!!!!!

– Per chiudere, che suggerimenti potresti dare agli artisti emergenti che cominciano il proprio percorso musicale nel 2010?

Di scavarsi dentro fino al midollo per scoprire la propria anima artistica e nel frattempo mettersi in gioco (e magari qualche volta anche in discussione) il più possibile. In più… piedi per terra.
Pubblicato dall’ ufficio stampa web mi.ro Roberto De Mitri

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